Ross Music Box: intervista alla band METANOIA in occasione dell’uscita del nuovo EP dal titolo “Se non fosse tutto qui?”.
I METANOIA nascono tra i banchi di scuola e una chitarra in riva al mare a Giulianova (TE). La band è formata da: Enrico Romagnoli (voce), Giuseppe Genua (chitarra), Federico Capuani (batteria) e
Jacopo Marcozzi (basso).
Nel 2019 esce il primo album autoprodotto “L’Equilibrio dei numeri primi”. Nel 2020 la band incontra Luigi Tarquini (Etrusko) e Federico Fontana, produttori di Alti Records, e la scrittura delle canzoni volge ad un pop originale ed internazionale, immerso in una scrittura cantautorale. Da questa collaborazione vengono pubblicati i singoli “VIVI”, “Cioccolata” e “Venere”, che portano il progetto a farsi conoscere anche fuori regione. Gli ottimi riscontri, portano la band abruzzese a suonare su e giù per lo stivale con più di 100 concerti, condividendo il palco in diverse occasioni con i Meganoidi, Cosmetic e Cisco, ex leader dei Modena City Ramblers.

Ad aprile 2022 i METANOIA entrano nel roster dell’etichetta indipendente LaPop, con cui pubblicano i singoli “Mezzanotte”, “Lato Sud”, “Milano” e “Mezzanotte (Acoustic Version)” e a marzo 2023 l’album “64018”.
Il 24 ottobre 2025 esce il loro nuovo EP dal titolo “Se non fosse tutto qui?”, distribuito e promosso da Alka Record Label, registrato e prodotto da Etrusko. Un disco che non le manda a dire, testi schietti che vanno dritti al punto e un sound che cattura l’ascoltatore. Questa l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con i METANOIA.
Quale è il vostro primo ricordo legato al far musica insieme?
METANOIA: “Il nostro primo ricordo è legato all’Associazione Colligere di Tortoreto, dove iniziammo a fare le prove, nel 2014. Stanza calda, piena di vetro, strumenti rudimentali, ma avevamo davvero tanta voglia di farci sentire”.
“Se non fosse tutto qui?” è il vostro nuovo disco, quale è il messaggio principale che avete voluto lanciare con questo disco? Come è nata la collaborazione con Etrusko?
METANOIA: “Sono cinque brani, tutti diversi tra di loro, fra rock e cantautorato, un bell’esperimento. Il messaggio di fondo è il non accontentarsi di tutto quello che abbiamo attorno, ma andare oltre, cercare il senso delle cose fuori di noi.
La collaborazione con Estrusko è nata in maniera naturale, avevamo dei pezzi e gli chiedemmo di darci una mano, lui accettò e da lì iniziò tutto, una bella collaborazione che dura da più di cinque anni”.
Quale è la cosa più assurda che vi è capitata in tour?
METANOIA: “Sembrerà strano ma una volta ci siamo scordati gli strumenti, credevamo di aver caricato il furgone, ma in realtà era tutto in studio. Per fortuna poi ci prestarono tutto le altre band, un bel lieto fine”.
Improvvisamente vi ritrovate a essere nominati ‘Ministri della Cultura’. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prendereste?
METANOIA: “Sicuramente dare importanza al ruolo del musicista che, oggi in Italia, viene troppo spesso considerato “perditempo”, poi rendere accessibili situazioni importanti per tutti, per capirci, non solo a chi fa parte delle major, ma dare la giusta importanza a merito e bravura”.



