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Ross Music Box: intervista a Genny Arienzo (Le Fasi)

Nuovo appuntamento con la rubrica Ross Music Box. Uno spazio virtuale dedicato ai piccoli e grandi progetti musicali a cui prestare attenzione nel vasto panorama musicale italiano.

Protagonista dell’intervista è Genny Arienzo frontman della band Le Fasi con cui ho avuto il piacere di lavorare in questi ultimi mesi.  Occasione del nostro incontro è stata la canzone ‘Ultima Pagina’, una sorta di bonus track al disco ‘Lucida Follia’, un brano per chiudere un capitolo importante della loro carriera: affrontare la realizzazione del nuovo disco (con Alka Record Label) e dare una vita al loro sound e al loro modo di scrivere in musica.

Le Fasi concluderanno venerdì 12 aprile 2019, ai Magazzini Fermi di Aversa (Ce), il mini tour dal titolo ‘Ultima Pagina Special Events’, nato per salutare i fan prima di rinchiudersi in studio e celebrare i sette anni di attività della band.

Ho distolto Genny un minuto dalle prove per fare questa intervista.

Come nasce la tua passione per la musica?

In realtà la musica si è fatta spazio nella mia vita quasi contemporaneamente alla mia nascita. Quando avevo solo 3 anni, la mia famiglia si divertiva a farmi esibire durante le cerimonie di amici e parenti nonostante il repertorio limitato di cui disponevo. A quei tempi conoscevo una sola canzone, cioè ‘Non amarmi” di Aleandro Baldi e Francesca Alotta. Successivamente, durante l’adolescenza, incoraggiato da mio padre, ho deciso di studiare seriamente canto e, ancora oggi, non ho smesso di farlo.

frontman della band Le Fasi
Genny Arienzo, Le Fasi. Foto di Claudia Nappi.
Come sono nate Le Fasi? Mi racconti un po’ dei tuoi compagni d’avventura? Pregi e difetti anessi. Senza sconti.

Sarebbe impossibile fare sconti perché sono le persone da cui pretendo di più, sia a livello emotivo che musicale. Per quanto riguarda i difetti fortunatamente non c’è molto da elencare, semplicemente siamo tutti molto perfezionisti (quasi maniacali) riguardo il lavoro da svolgere ed il proprio strumento.  Stessa cosa per i pregi, siamo accomunati tutti dallo stesso: siamo tanto ambiziosi.

ross music box
Ernesto Borrutto (chitarra e voci) – Enzo Servo (batteria) – Antonello Amoroso (basso).
“Ultima pagina” l’abbiamo definita come una sorta di bonus track del disco “Lucida follia”. Che cosa ha significato per voi realizzare quel disco?

“Lucida follia” è per noi un primogenito verso cui abbiamo nutrito speranze e desiderio. Durante la stesura abbiamo riversato in esso tutto quello che ci rappresentava e ci segnava in quel momento tanto che, ad ascoltarlo ora, ci sembra di rivedere tutti i drammi, le avventure e le vittorie vissute in quegli anni, impresse per sempre sottoforma di note.

Siete sulla scena musicale italiana da quasi un decennio. A che punto siete del vostro percorso umano e professionale? Vi sentite diversi rispetto agli inizi? Se si in che cosa vi sentite diversi?

A livello umano e professionale tutti ci sentiamo ad una svolta decisiva. Infatti, a livello personale, stiamo tutti per affrontare cambiamenti radicali come ad esempio vivere da soli. A livello umano ci siamo riscoperti, ancora oggi dopo 7 anni insieme, ad imparare e sperimentare cose nuove e conoscere aspetti l’uno degli altri che ancora non conoscevamo e questo, per noi, costituisce uno stimolo fondamentale.

Rispetto agli inizi siamo sicuramente cambiati. A parte qualche ruga in più, ci sentiamo più selettivi riguardo alle persone che di avere accanto, sia a livello lavorativo che personale. La consapevolezza degli errori commessi fin qui ci permette di affrontare le cose con più maturità.

In chiusura una domanda particolare. Improvvisamente ti trovi ad essere nominato Ministri della Cultura. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prendereste e perché?

Come Ministri della Cultura ci piacerebbe dare molto più rilievo alla musica live e non solo per i più famosi, dando la possibilità anche ai meno famosi di avere un live degno di nota. Mettendomi dall’altro lato del palco, sarebbe molto importante anche abbassare i costi della musica live di un certo livello tanto da renderla accessibile a tutti, soprattutto agli adolescenti.

Dando la giusta importanza alla musica live, alla musica vera, quella suonata e sudata, sarebbe possibile svincolarsi dalla musica digitale ed apprezzarla in modo diverso, magari anche fino ad avvicinarsi ad uno strumento.

 

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