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Ross Music Box: intervista a BRAFF

Ross Music Box: intervista a BRAFF in occasione del disco “Qualcosa in più” per Lanterna Records.

In costante viaggio tra Genova e Milano, Francesco Rolla Buizza in arte BRAFF, inizia la sua carriera nel 2023 con i produttori e amici Desso e Dematteis. Il suo primo singolo “Tributo (2013)” è un brano dedicato alla musica e al rap italiano che ottiene un buon riscontro dalla community hip hop italiana. Collabora con DJ Kamo, storico dj e volto dell’hip hop genovese e nazionale, e pubblica il suo primo disco “OPPOSTI E CONTRASTI” (2024) prodotto da Desso & Dematteis e masterizzato da KIAVE al Macro Beat Studio di Milano.

Il 2024 è un anno di crescita e collaborazioni per Braff. Durante la “Never Sleep Records night” di Modena apre per Moder. Collabora nel disco “Un bel giorno per morire” del rapper Fleg, insieme al romano Unke (vincitore Critical Flow). Successivamente collabora con importanti produttori della scena rap italiana: DJ Fede, DJ Kamo e Macro Macro. Queste collaborazioni seguono la visione di Braff che prende volontariamente le distanze dall’industria musicale attuale, “fondata su numeri e apparenza”, andando alla ricerca della propria identità, autenticità e coerenza tra persona e artista.

Il 2024 si chiude con un importante riconoscimento in HIP HOP STARZ TOUR: talenti nascosti, insieme ad artisti del calibro di Michael Sorriso, Joelz, Caleydo, Bruno Bug.

Nel 2025, BRAFF si dedica al beatmaking e sampling, portandolo a raggiungere il secondo posto al “ALL YOU CAN BEAT CHALLENGE” (Bologna) di Zesta e Phrome. Collabora nel disco di Ember di G. Love, producer di Cremona (ex-Useless Wooden Toys), insieme a Fleg e DJ Erbo: un disco caratterizzato da un suono grezzo boom bap racchiude mc da tutta Italia. Con G. Love stringe anche un legame artistico in merito alla produzione dei beat.

L’8 maggio 2026 esce il disco “Qualcosa in più” per Lanterna Records. Il disco è stato prodotto, registrato, mixato e masterizzatto al Larsen Studio di Genova da Desso e Dematteis. Il disco è composto da 10 brani di cui 3 skit strumentali autoprodotte che fanno da intermezzo e collante tra i diversi atti del disco.

“Qualcosa in più”, già dal titolo ma anche nei contenuti, si presenta come un monito a non fermarsi alle apparenze, ai giudizi superficiali e alle etichette: ogni individuo possiede una storia che merita rispetto. Il disco ti trasporta in una dimensione del rap che ricorda un po’ la scuola anni ’90 del genere in Italia e vola verso una nuova identità siglata BRAFF.

Ho scambiato quattro chiacchiere con BRAFF sul disco e non solo.

Quando e come hai incontrato la musica per la prima volta? Quali sono gli artisti che hanno influenzato di più il tuo mondo musicale?

BRAFF: “Da piccolo ho studiato chitarra classica, durante gli anni delle scuole medie, anni in cui ho scoperto anche gli Articolo 31, grazie a un cd di mio papà e un concerto vicino al mio paese. Crescendo mi sono affezionato molto ai ONEMIC, in particolare a Raige, che usava una scrittura poetica e diversa da alcuni canoni classici del rap. Gli altri artisti in cui mi sono identificato e preso ispirazioni sono Ghemon, Mecna e Dargen“.

Beatmaker/rapper, come nasce un tuo pezzo? Nasce prima il beat o il testo?

BRAFF: “E’ difficile che se faccia il beat, ci metta anche le parole. I beat dove io rappo sono tutti prodotti da altri, come se fossero proprio due modi diversi di esprimermi, infatti a livello di produzioni riesco a esprimere più parti di me.

Quando rappo, nasce tutto da esigenze di espressioni e scrittura ispirate da quello che vivo o osservo, quando produco è più una creazione artistica, mi fa stare proprio bene produrre, mi diverte, scrivere è un’urgenza”.

Quali emozioni e quali storie fanno parte del tuo nuovo disco “Qualcosa in più”?

BRAFF: “E’ un disco frammentato, quindi c’è un po’ di disillusione, un po’ di nostalgia, un po’ di scoperta e frustrazione per la continua ricerca di questo qualcosa. Le storie sono un insieme di pensieri, dubbi e domande rispetto al mondo che viviamo”.

Mi racconti come sono nate le diverse collaborazioni presenti nel disco?

BRAFF: “Con Desso e Dematteis collaboriamo da anni e hanno seguito tutta la gestazione sia livello di produzioni che di mix/master.

DJ Kamo per me è un simbolo di Genova, sono contento che sia la nostra terza collaborazione, mi piace sempre arricchire i pezzi con gli scratches. ‘Estate a rivello’ è un rimando a una canzone di Ettore Guarino: siamo entrati con Agostino Palmieri, un musicista lucano di Rivello appunto, che ci ha concesso di utilizzare alcuni sample e ha contribuito alla produzione.

Due pezzi sono stati prodotti da DJ Fede e DJ Andy P, con cui ci siamo sentiti a distanza per apprezzamenti reciproci e ascoltando alcuni loro beat mi hanno ispirato queste storie. La title track volevamo coinvolgere una voce femminile per fare un po’ da risposta e Ale(dematteis) conosceva Ashes che ha scritto e cantato un ritornello incredibile. Infine ci sono Mana e Iacopoconlai che ci unisce prima di tutto un legame di amicizia, e mi hanno regalato due ritornelli bellissimi.

Diciamo che tutte le collaborazioni hanno dato ‘qualcosa in più’ che io non potevo fare, non c’è nessun rapper che fa strofe, ma diversi artisti che hanno arricchito”.

Improvvisamente ti ritrovi ad essere nominato ‘Ministro della Cultura’. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prenderesti?

BRAFF: “Bella domanda! Da ascoltatore, mi piacerebbe lavorare affinché concerti/festival ritornassero ad avere dei prezzi maggiormente accessibili, soprattutto per il genere che facciamo. Da “artista”, sarebbe bello creare delle politiche che agevolino o sostengano meglio le spese di produzione di un progetto o la formazione e l’aggiornamento: fare musica è una passione molto costosa!”