Ross Music Box: intervista a Mazzoli in occasione dell’uscita del suo primo album dal titolo “Ieri, a casa”(Daylite Records).
Pietro Cardoni, cantautore nativo di Pesaro, dopo vari cambi di rotta, tra cui una tappa a Venezia, approda a Bologna. Il tempo di capire dove si trova, di respirare l’aria buona delle canzoni e inizia un nuovo percorso: Mazzoli. “Mazzoli” è il cognome sul campanello di casa e diventa poi il suo nome d’arte.
Nel 2021 Mazzioli pubblica i primi singoli “Da vicino”, “Come sempre” e “Sfumare / mare o mare”. Si esibisce più volte tra bar, piazze, case e dintorni.
Ad aprile 2025 esce “Un altro tentativo“, primo brano scritto insieme a Giovanni Di Bella, con cui avvia una collaborazione stabile nella scrittura. A settembre si ripresenta con Perdita di tempo, singolo spartiacque che anticipa il primo disco, in uscita nei mesi successivi, prodotto da Simone Matteuzzi, Daniele Spatara (già vincitori del Premio Tenco), Alberto Antoniucci, Alessandro Nitti e Giovanni Di Bella. Nello stesso anno partecipa a X Factor, portando “Ritornerai” di Bruno Lauzi, superando le Audizioni con quattro “si” e arrivando ad un passo dal Live Show.

Mazzioli, conclusa la parentesi televisiva pubblica “Il cielo sopra Milano” e dà il via al suo primo piccolo tour di presentazione. Esce poi il brano “Un piatto di pasta” (feat. MilleAlice), brano che racconta le incomprensioni che viviamo con noi stessi, con gli altri e con il tempo che ci sfugge. Prosegue il percorso con le nuove uscite del 2026. “Sulle scale” e “Notte rossa”, due brani che anticipano e confluiscono nel suo primo album “Ieri, a casa” uscito l’8 maggio 2026.
Il disco “Ieri, a casa” di Mazzoli è godibilissimo, nove brani in cui si spazia dall’acid funk alle suggestioni city pop, dalle ballad anni ’70 fino a derive elettroniche e arriva a toccare anche momenti più intimi costruiti su voci chitarre. Il tutto è sapientemente confezionato da arrangiamenti che danno coesione a un universo musicale ed emotivo caleidoscopico. Un’ottima opera prima.
L’uscita del disco è l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con Mazzoli su questo lavoro e non solo.
Quale è il tuo primo ricordo legato alla Musica? Quando hai capito che non era solo passione ma volevi trasformala in lavoro?
Mazzoli: “Il primo ricordo che ho è di quando mi hanno preso per un coro di voci bianche. Ho cantato ‘Fra Martino campanaro’ per questo omone con la barba che veniva a scuola a selezionare i ragazzi, è grazie a lui se ho iniziato. Avevo 8 anni.
Ho capito fosse la mia strada qualche anno dopo, quando ho iniziato a scrivere brani, non so come mi sia preso, quando ci ripenso mi chiedo sempre come ci sia finito in questa vita qua”.
Sei nato a Pesaro, sei stato a Venezia e poi Bologna è diventata “casa”. Quanto e come queste città hanno influenzato il tuo modo di fare musica?
Mazzoli: “Pesaro mi ha insegnato tantissimo, la sua mentalità mi ha educato , credo che nella mia musica si senta la provenienza dal mare in qualche maniera. Venezia è stata una parentesi breve ma devo dire molto intensa: li ho scritto uno dei primi EP mai uscito, spero di averne rubato una certa eleganza e la malinconia. Bologna, infine, mi ha dato sicuramente la spinta per dedicare anima e cuore a questo progetto, il gioco e la spensieratezza“.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza di X Factor come essere umano e artista?
Mazzoli: “Sicuramente mi ha dato tanta serenità per affrontare al meglio questo strano percorso. Mi ha presentato tanti nuovi amici, tanti divani dove dormire in giro per l’Italia e una grande, grande voglia di continuare a scrivere e suonare”.
“Ieri, a casa” è il tuo primo album. Mi racconti la genesi del disco, come sono nate le canzoni che lo compongono e le diverse collaborazioni che sono al suo interno?
Mazzoli: “Il disco nasce guardando il tavolo dove l’ho iniziato a scrivere, infatti, la prima frase è proprio ‘penna blu sul tavolo il giorno dell’operazione’ non sapevo sarebbe stato un disco, avevo solo scritto il primo brano ma mi sembrava di aver preso già una strada. Le canzoni sono nate quasi tutte così, figlie del caso, delle chiacchierate con gli amici e delle cene con Giovanni Di Bella (co-autore di quasi tutti i brani, ndr) sono servite a ridare senso a un periodo dove ne trovavo poco e a chiudere con un passato che ora sembra un altra vita”.
Secondo te quale è il ruolo che i cantautori hanno o dovrebbero avere oggi rispetto a quello che accade nel mondo?
Mazzoli: “Credo che basti già il fatto di cantare e scrivere con amore e passione, tutto il resto non penso sia competenza degli artisti, ben venga poi chi si pone come mezzo per la riflessione o la maturazione di un pensiero. Ora come ora per quanto riguarda il mio percorso mi basterebbe dare un po’ di sollievo a chi ascolta, essere qualcosa di accogliente dove rifugiarsi o uno spunto per guardare in maniera diversa alla propria vita”.
Improvvisamente ti ritrovi a essere nominato ‘Ministro della Cultura’. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prenderesti?
Mazzoli: “Intanto non penso di volermi mai ritrovare con tutte queste responsabilità in mano (ride, ndr). Non credo di essere il personaggio giusto per gestirle, comunque eliminerei la musica di sottofondo, obbligherei tutti a tornare ai dischi e ai vinili, ai club e ai locali, vorrei che si tornasse ad ascoltare musica e smettere di sentirla, sarebbe molto bello per me“.




