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Ross Music Box: intervista a Alessandro Ferretti

Ross Music Box: intervista al cantautore bolognese Alessandro Ferretti. Lo scorso 23 maggio è uscito “Basta Walter!”, il suo primo disco per Elefant Rec.

Alessandro Ferretti, classe 1999, bolognese, confeziona brani che ridipingono la canzone italiana con i colori della migliore creatività britannica e americana. Cresciuto nel culto di Brian Wilson e Paul McCartney decide imboccare una strada da polistrumentista cantautore iniziando a comporre e creare i suoi esperimenti sonori e a esibirsi in solo in giro per l’Emilia Romagna.

Alessandro trascorre il 2024 a scrivere, produrre e registrare la collezione di brani che finiranno per dare forma al suo primo LP. Nel novembre 2024 inizia la collaborazione artistica con Ugo Cappadonia e l’etichetta da lui fondata Elefante rec. Insieme a Cappadonia e al batterista Emanuele Alosi (ex Stella Maris e collaboratore di Francesco Sarcina, Il Genio, Alessandro Grazian, Alessandro Alosi, Diego Mancino) lavorando tra Bologna e Milano, termina le registrazioni dei brani a gennaio 2025.

Il 23 maggio 2025 è uscito “Basta Walter!”, il primo disco di Alessandro Ferretti, composto da otto brani figli dei suoi ascolti e passioni musicali di cui sopra. Ho scambiato quattro chiacchiere con Alessandro per farmi raccontare del disco e non solo.

Quale è il tuo primo ricordo legato alla musica?

Alessandro Ferretti: “Fino ai 5 anni ho vissuto vicino alla chiesa di San Paolo di Ravone a Bologna e mi ricordo che rimanevo incantato dal suono delle campane e dal “cu cuuuu cuu” delle tortore, che io considero musica a tutti gli effetti”.

Il titolo del tuo primo disco è una sorta di omaggio, me lo racconti?

Alessandro Ferretti: “Mi serviva un titolo per l’album e per trovare ispirazione mi sono messo ad “analizzare” i titoli dei miei album preferiti. Ho letto che Brian Wilson dei Beach Boys ha intitolato “Pet Sounds” in questa maniera così da richiamare le iniziali di Phil Spector, il suo punto di riferimento musicale. Allo stesso modo io ho dato un titolo al mio lavoro”.

Da quali esigenze artistiche ed emotive nasce il tuo primo disco “Basta Walter!”?

Alessandro Ferretti: “Mi metto in camera e strimpello qualcosa alla chitarra, al piano o al basso. Salta fuori qualche idea, la sviluppo e se tutto va bene ne sono felice, se va male rimango a fissare il vuoto per qualche giorno. La mia unica esigenza forse è accontentare me stesso e questo l’ho capito solo di recente.
Perché allora pubblicare un album? Bella domanda, me lo chiedo pure io e non ho una risposta”.

Come è nata la collaborazione con Ugo Cappadonia ed Emanuele Alosi?

Alessandro Ferretti:” Non ho mai vissuto il mondo dell’alternative rock/indie rock italiano ma sapevo dell’esistenza di Ugo perché aveva fatto da spalla a Johnny Marr a Cesena nel 2018, e dal look era un palese “madferit” come me ovvero fan accanito degli Oasis. Nel novembre 2024 su un post Instagram annuncia di aver fondato una sua etichetta indipendente, gli mando i miei pezzi praticamente già pronti e lui mi ricontatta dopo pochissimo tempo per collaborare. L’unica cosa che mancava nei miei pezzi era una batteria suonata bene ed è qui che entra in gioco Emanuele Alosi, il batterista di Ugo, che ci ha ospitato un fine settimana a Milano e abbiamo registrato assieme le batterie”.

Come è andata la presentazione del disco al Covo? Hai altre date in programma quest’estate?

Alessandro Ferretti:” È stato il mio primissimo live con la band al completo davanti ad un pubblico. Stranamente sono rimasto calmo e sereno tutto il giorno senza farmi prendere dal nervosismo e anzi alla fine sul palco mi sono divertito tanto e credo (spero) che anche il pubblico si sia divertito quanto me. Detto ciò suonare dal vivo io lo sento più come un peso che un piacere, quindi non so ancora cosa farò in estate”.

Improvvisamente ti ritrovi a essere nominato ‘Ministro della Cultura’. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prenderesti?

Alessandro Ferretti:” Qualcuno prende veramente sul serio quello che dice il Ministro della Cultura? Entrerei negli uffici del ministero e butterei ogni documento che trovo sotto mano nel trita carta. Poi ruberei le chiavi degli altri uffici ministeriali e farei la stessa cosa”.