Ross Music Box: intervista a Tipuana Tipu

Ross Music Box: intervista a Tipuana Tipu in occasione dell’uscita del nuovo disco “Pappagalli Verdi Rari”.

Tipuana Tipu è il progetto musicale di Leonardo Bassani, che vive a Barcellona da diversi anni. Tipuana Tipu nasce dall’ansia di comunicare attraverso la musica raccontando immagini, strade, luci e incontri a volte tramite canzoni dirette e immediate, altre volte con canzoni più complesse armonicamente tutte finora ambientate o pensate nella capitale catalana dal punto di vista di un italiano trapiantato in Spagna.

Lo scorso 5 dicembre è uscito “Pappagalli verdi rari” il disco d’esordio di Tipuana Tipu. Un album che nasce dall’intreccio tra ricerca interiore e la quotidiana esperienza di un italiano a Barcellona. Il titolo prende spunto dall’osservazione dei parrocchetti che popolano la città catalana: i più comuni parrocchetti monaci e i rarissimi parrocchetti col collare, impossibili da avvistare. Le dieci canzoni dell’album vogliono metaforicamente essere questi pappagalli verdi rari. Un sound molto interessante e originale quello di Tipuana Tipu che emerge brillantemente in questo primo disco.

Ho scambiato quattro chiacchiere con Tipuana Tipu per farmi raccontare il disco e non solo.

Come mai hai scelto questo nome d’arte?

Tipuana Tipu: “Girando per le strade di Barcellona incontravo sempre questi grandi alberi dai fiori gialli i quali si spargevano sull’asfalto tanto che il comune impiegava vari mezzi per ripulirne le strade. Incuriosito ho cercato il nome dell’albero in questione e ho scoperto che si chiamava Tipuana Tipu. Si tratta di un albero che viene dal Sud America, trapiantato a Barcellona, ho visto subito una connessione”.

Dalla Romagna a Malta poi Barcellona, quanto ognuno di questi luoghi ha influito sul tuo modo di fare musica?

Tipuana Tipu:Sicuramente in Romagna mi sono formato musicalmente, ho sempre suonato in band locali e dalle nostre parti, così come a Bologna. A Bologna, dove ho vissuto per l’università, la musica indipendente è sempre al centro dell’attenzione e ci sono tantissimi spazi sia per suonare che per ascoltare musica dal vivo. Siamo molto fortunati a venire da questa terra dove la creatività e la musica sono sempre premiate.

A Malta mi ero concentrato molto sul lavoro, musicalmente parlando andava molto, non so se ora, la Psytrance , la techno o all’estremo musica meditativa. Lì, anche se avevo con me gli strumenti, non mi sentivo molto stimolato a fare musica, probabilmente più per il periodo che stavo vivendo che per l’ambiente intorno.

A Barcellona, invece, il fermento culturale e musicale è vivissimo e qui sono tornato a fare musica seriamente. Qui ho cercato di scrollarmi di dosso le troppe influenze primi anni 2000 e guardare di più all’elettronica pur mantenendo il mio stile e le mie radici indie-rock . Ho implementato, inoltre, varie percussioni o ritmiche ispirate al flamenco o a ritmi sudamericani”.

Vivi oggi a Barcellona, che città vista dagli occhi di chi la vive e non come turista?

Tipuana Tipu: “Un mio caro amico dice sempre ‘ci sono città’ perfette da visitare e città perfette per viverci’ Barcellona è sicuramente della seconda categoria. Da turista vedi cose che non vivi assolutamente più da local, penso alla Sagrada Familia, Casa Batlló, la Rambla: questo fa si che i turisti vedono una città completamente diversa da quella che vive chi ci vive.

Il clima mite, il mare fa si che tutto l’anno si vive la spiaggia con varie attività sportive come il beach volley, beach tennis, corsa e altre. Si vive sempre all’aperto tra baretti, feste di quartiere, eventi culturali aiutati appunto dal clima favorevole. E’ una città vivissima e meravigliosa. Una cosa che a me piace, oltre ad avere il mare in città è uscire di casa sempre a piedi, il centro e i quartieri limitrofi sono praticamente tutti pedonali, è pensare che tutte le volte che esco di casa ci sono sempre facce nuove che incontro. Ogni giorno noti localini nuovi e facce nuove. Consiglierei a tutti di viverla per almeno un anno e poi chiedersi se si pensa più alla Casa Batlló o alla Sagrada”.

Quali esperienze, emozioni e messaggi sono finiti dentro il tuo primo disco “Pappagalli Verdi Rari”?

Tipuana Tipu : “Tutte le mie esperienze di vita vissute a Barcellona ma anche in Italia o messaggi dall’inconscio non ascoltati che ho cercato di osservare tramite la musica assieme alle persone che ho incontrato in questi anni o alla relazioni amorose che ho vissuto”.

Dove possiamo venire ad ascoltarti live nei prossimi mesi?

Tipuana Tipu : “Sto cercando di organizzare una serie di live qui a Barcellona all’interno di locali dato che , favorito dal bel tempo come dicevo prima, finora ho sempre suonato solo e soltanto all’aperto tra terrazze, festival e feste di barrio”.

Improvvisamente ti ritrovi a essere nominato ‘Ministro della Cultura’ in Italia. Quali sono i primi provvedimenti in ambito musicale che prenderesti?

Tipuana Tipu: “Darei un incentivo ai locali che fanno suonare musica emergente o proprio come qua darei spazio alla musica in luoghi all’aperto. Avevo iniziato una serie di video qui a Barcellona dove cercavo pianoforti in giro per la città in spazi pubblici e mi ero reso conto che ce ne sono tantissimi.

Penso che il problema in Italia, come poi nel resto del mondo probabilmente, è che ci sono sempre meno gruppi, meno gente che fa musica come scopo artistico e non solo come forma di apparire. Quindi se diamo visibilità e spazio a tutti i gruppi emergenti o a chi fa musica poi si dovrebbe creare un effetto a catena che invoglia i giovanissimi a prendere in mano uno strumento”.